07-12-2018

Balint Alovits – Time Machine

Balint Alovits,

Photography,

Balint Alovits è un giovane artista e fotografo ungherese, di stanza a Londra e con una passione particolare votata allo spazio, alla profondità e al modo in cui queste intersecano il nervo ottico umano.



Balint Alovits – Time Machine Balint Alovits è un giovane artista e fotografo ungherese, di stanza a Londra e con una passione particolare votata allo spazio, alla profondità e al modo in cui queste intersecano il nervo ottico umano. 


Sul sito web del fotografo Balint Alovits si trovano solamente sei progetti, tutti pensati e curati con eccezionale abilità, la stessa che ci si può aspettare da chi consegue un master in Filosofia e Fotografia alla Central Saint Martin. Eccoci dunque, dopo un'attenta riflessione, a presentarvi quello che tra i suoi lavori ci è sembrato il più adatto alle pagine di Floornature.com.


Si chiama Time Machine, ma il titolo non sposa con immediatezza le immagini da cui scaturisce. Infatti qui lo spettatore viene posto di fronte a una serie di scalinate in stile Bauhaus o Art Deco, tutte riprese con la stessa prospettiva zenitale dall'alto verso il basso, tutte databili tra gli anni '30 e '40 del Novecento, nonché tutte di pregiata manifattura ungherese. La prima ovvia idea che viene alla mente è questa: "la macchina del tempo di Alovits mi ha portato nelle palazzine moderne liberty di Budapest nella prima metà del secolo scorso". A ripensarci, però, è un concept quasi banale. 
E infatti sarebbe stato fin troppo scontato. Le complesse acrobazie intraprese dalla mente di Alovits per ideare questo progetto sono analoghe a quelle che fa la nostra pupilla mentre scrutiamo le immagini del giovane fotografo ungherese. Le foto di Time Machine esplorano la forma e la profondità per riuscire a svelare l'infinito in uno spazio chiuso attraverso la molteplicità nel singolo. Più o meno lo stesso processo che avviene nella lettura delle immagini presenti sulla superficie del web.


Com'è possibile, però, rinchiudere l'infinito in una superficie finita? Mentre nel web per creare un'immagine leggibile si lavora sul significato e sul significante di ciò che viene mostrato, Balint Alovits si limita a studiare attentamente la composizione della fotografia, calcolare la distanza iperfocale per avere ogni dettaglio a fuoco, e assicurarsi che dallo scatto emerga la componente frattale che caratterizza i suoi soggetti, ovvero la ripetizione costante dello stesso elemento che si perde nella profondità. L'effetto, racconta il fotografo, è lo stesso che si otterrebbe mettendo due specchi uno di fronte all'altro, così la prospettiva inusuale trasforma le scale in soggetti astratti che collassano su loro stessi all'infinito. Ed è da qui che scaturisce l'idea della macchina del tempo, la quale crea portali nel continuum spazio-temporale, dando allo spettatore, capace di astrarsi dalla realtà, l'illusione di essere un internauta alla scoperta di nuovi mondi paralleli all'interno di infinite linee temporali. Per essere più semplici, come Rick, il nonno-scienziato protagonista del cartone animato Rick and Morty, oppure uno dei tanti film fantascientifici che parlano di viaggi nel tempo e dimensioni parallele. 


Questo retroscena sci-fi può risultare difficile da comprendere, proprio perché inaspettato. Non si poteva immaginare qualcosa di meno fantascientifico della balaustra in legno intagliata a mano di una palazzina liberty nel centro di Budapest. Eppure un'immagine non è mai la verità, bensì una sua rappresentazione, ed è compito dell'autore guidarci nella lettura, indicando la giusta grammatica e i tratti distintivi da considerare. Benvenuti, sembra dire Alovits, nell'epoca in cui le scale liberty possono essere fantascienza. E niente sarà più come prima.


Francesco Cibati

Trovate Balint Alovits su suo sito: www.balintalovits.com
o su Instagram: @balintalovits


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